Il maxi-restauro del verde
I Giardini
26
ettari di parco
~500
nuove piantumazioni
6,8M€
restauro del parco
+2M€
restauro del palazzo
Come rinasce il parco
Storia e contemporaneità
A giugno 2025 sono stati completati i lavori di restauro del Parco della Reggia di Rivalta — 26 ettari, capitolo centrale del Progetto nazionale Ducato Estense — finanziati dal Ministero della Cultura con 6,8 milioni di euro, che si aggiungono ai 2 milioni per il restauro del Palazzo ducale.
Il progetto, selezionato a seguito di un concorso internazionale e firmato da Openfabric, Alessandro Parodi, Fabrizio Polimone ed F&M Ingegneria, raccoglie la sfida di unire storia e contemporaneità: recupera l'intuizione antica del disegno del 1726 — ispirato alla Reggia di Colorno e alle suggestioni di Versailles — e le mutazioni dei secoli, dal giardino di corte al parco pubblico universalmente accessibile.
Circa 500 nuove piantumazioni tra pioppi neri, aceri campestri e olmi, la valorizzazione dei gelsi secolari, quattro vasche-fontane, pergole, percorsi senza barriere, illuminazione, sedute e servizi restituiscono alla collettività un luogo di bellezza, cultura e svago.

Le stanze del giardino
Otto modi di abitare il verde

Giardino estivo
Parterre
Ispirato alla planimetria di Alfonso Tacoli del 1751, ripropone in chiave semplificata il disegno del 1726: geometrie barocche di carpino bianco, siepi di sempreverdi e prato. Lungo l'asse centrale si conservano i gelsi secolari, memoria viva del giardino originario.
Fioriture di stagione
Giardino d'inverno
Fioriture invernali e bacche dai colori vivaci animano i mesi freddi, in contrasto con le sfumature autunnali di rugiada e brina. Filtro tra il Parterre e il parco centrale, è attraversabile da tragitti principali e piccoli sentieri.

Paesaggio agricolo
Parco centrale
Ampia area prativa di fioriture di campo, testimone dei secoli in cui il parco fu paesaggio agricolo. Viali diagonali, pergole alle intersezioni e il boulevard perimetrale lungo il tracciato del muro di cinta originale.
Paesaggio padano
Rotonda degli olmi
Spazio ampio e circolare all'angolo nord-est del parco: un filare di olmi, specie arborea peculiare del paesaggio padano, ne disegna il perimetro e ne definisce l'identità.
Stanza vegetale
Prato da ballo
Stanza a cielo aperto di forma circolare, simmetrica alla Rotonda degli olmi. I filari alberati concentrici ne sono i muri verdi; centinaia di luci fissate donano l'illusione di essere sospesi tra presente e passato.
Fondale prospettico
Belvedere
Il manufatto semicircolare che chiude l'asse centrale del parco, parte terminale del progetto settecentesco. Ripropone la vocazione originaria di luogo di osservazione, con una seduta continua a ricalcarne il perimetro.

Potager
Giardino Frutteto
Pergole in metallo a cui si arrampica la vite, a memoria della vocazione agricola della tenuta: l'antico giardino da cucina della corte, reinterpretato in chiave contemporanea.

Acqua e geometria
Le fontane ovali
Le due grandi vasche-fontane ovali (29×21 m) recuperate e riproposte in forma contemporanea a memoria delle preesistenze settecentesche: l'acqua torna segno vitale del giardino, com'era nel disegno originario.
Il disegno originario
A memoria del 1751
Il restauro del verde riprende la storica planimetria disegnata da Alfonso Tacoli nel 1751, riproponendone un'interpretazione semplificata che dialoga con il disegno settecentesco.
